Regione Siciliana

Comunità in movimento: il patrimonio come leva di sviluppo sostenibile e turismo di comunità

Un olivo davanti alla città di Trappeto.

In un contesto in cui molti territori rischiano di perdere la propria identità a causa del turismo di massa, è urgente riflettere sul ruolo delle comunità locali nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale. Il turismo di comunità propone un approccio che mette al centro le persone, riconoscendo il loro ruolo attivo nella cura, nella narrazione e nella trasmissione del patrimonio, sia materiale che immateriale. Non si tratta solo di attrarre visitatori, ma di costruire percorsi di sviluppo che partano dai bisogni, dalle risorse e dalle visioni delle comunità stesse.

È proprio in questo contesto che il Borgo Danilo Dolci, a Trappeto (PA), ha aperto le sue porte giovedì 12 marzo 2026 per ospitare il primo Atelier di Comunità di HERITAS, che guarda al turismo responsabile e sostenibile non solo come pratica, ma come processo collettivo di attivazione territoriale.

Territori che si svuotano, tradizioni che svaniscono, comunità che perdono la propria identità. L’evento ha affrontato con coraggio queste sfide, esplorando come il turismo di comunità e la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale possano diventare strumenti concreti di sviluppo sostenibile. Attraverso laboratori partecipativi e momenti di confronto collettivo, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di immaginare percorsi alternativi per i loro territori — percorsi fondati non sulla rassegnazione, ma sull’azione condivisa.

Scegliere il Borgo Danilo Dolci come sede dell’Atelier non è stato un caso: fondato da Danilo Dolci — intellettuale, attivista e poeta della nonviolenza — questo spazio nel cuore della Sicilia occidentale rappresenta da decenni un laboratorio vivente di partecipazione comunitaria e sviluppo dal basso. Nessun luogo avrebbe potuto incarnare meglio lo spirito di un progetto che crede nel potere trasformativo delle comunità radicate nei propri territori.

L’incontro ha visto la partecipazione di una platea eterogenea e rappresentativa del territorio: imprese locali e stakeholder economici, istituzioni locali, comunità studentesca e associazioni culturali. Questa diversità di voci ha arricchito il dialogo, dimostrando come la collaborazione tra attori e iniziative diverse sul territorio possa generare visioni condivise capaci di restituire senso e futuro ai luoghi che rischiamo di perdere.

Questo primo Atelier di Comunità segna l’avvio di un percorso più ampio: la costruzione di una rete viva di persone, saperi e luoghi che credono che il patrimonio culturale non sia solo un’eredità del passato, ma una leva per il futuro. I prossimi appuntamenti si terranno il 25 e il 30 marzo 2026 e saranno l’occasione per approfondire le strategie co-costruite con le comunità di Trappeto, Partinico, Balestrate e dei territori limitrofi, in un cammino che guarda anche oltre i confini nazionali, verso la Tunisia partner del progetto.

L’evento è stato organizzato dai partner italiani di HERITAS, CESIE ETS e Le Vie dei Tesori, in sinergia con EXTOR, iniziativa territoriale sulla promozione di modelli di turismo responsabile promossa da LAND Impresa Sociale.

HERITAS
HERITAS valorizza il patrimonio culturale creando percorsi di turismo di comunità tra Italia e Tunisia. Il progetto coinvolge direttamente i cittadini con laboratori partecipativi e rafforza il ruolo di giovani e donne nella valorizzazione dei territori. Sviluppa itinerari sostenibili, idee di atti...
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